Tre take away dalla Cina

Posted by Sample HubSpot User on 11-set-2019 17.03.01
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Foto Cina modificata

 

TechMass è stata invitata a Yancheng e Xi'an alle semifinali del programma di scambio italo-cinese Best Startup Showcase & entrepreneurship competition nel filone "Advanced Manufacturing" per promuovere lo sviluppo commerciale tra i due paesi e sponsorizzato dal MIUR e dal Ministero della scienza e della tecnologia Cinese

Al di là di esser saliti sul podio, di aver vinto 1.000 €, di esserci guadagnati un altro viaggio in Cina per partecipare alle finali insieme ad altre startup Europee, abbiamo avuto il privilegio di visitare lo Yancheng Dongsahn Innovation center e la Nanjing software Valley, e di incontrare aziende cinesi manifatturiere, avide di innovazione.

Ecco i take away di questa brevissima ma intensa esperienza, raccontati dal nostro CEO, Andrea Massenz.  

 

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In che modo le aziende italiane si differenziano da quelle cinesi? 

“Le aziende manifatturiere cinesi hanno un livello di applicazione tecnologica e maturità organizzativa che assomiglia molto a diverse aziende italiane e tedesche che ho avuto il piacere di visitare.

Se si eliminano le eccellenze cinesi e le aziende uscite nelle cronache per deficit eccezionali, nella media non vi sono gap enormi tra le due realtà industriali. La sostanziale differenza è che le aziende cinesi sono meno regolamentate di quelle italiane, spesso a scapito della sicurezza e della qualità della vita dei lavoratori, e questo chiaramente incide sul risultato finale, ovvero sulla qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Allo stesso tempo però questo porta ad avere costi molto più bassi, vendendo i loro prodotti a prezzi più bassi e aumentando la competizione.

Take away: Sebbene la qualità delle aziende manifatturiere italiane possa essere considerata più elevata di quella cinese in questo momento, non possiamo pensare che sarà così per sempre.

La manifattura italiana è nota nel mondo per le capacità innovative, storicamente nel settore della meccanica e non solo, e per l'agilità, la flessibilità e la customizzazione.

 

Dobbiamo puntare sui nostri punti di forza e farne il cavallo di battaglia. Il mercato tende sempre di più verso la customizzazione di massa e quantità d'ordine sempre più piccole. Questo gioca a favore delle aziende italiane, ma bisognerebbe imparare a gestire i processi manifatturieri con agilità e rigore e sfruttando il potenziale che la tecnologia oggi è in grado di offrire.”

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Qual è l’approccio cinese alla competitività?

“Le aziende cinesi, pur non avendo i nostri stessi costi del lavoro, sono comunque molto interessate a migliorare la propria competitività e a migliorare la qualità della propria manifattura. La cultura cinese è basata sul senso del lavoro, del sacrificio e dell’umiltà. Le persone hanno un grande rispetto per il prossimo, non hanno l'arroganza di chi, sostenuto da glorie passate, ritiene di non aver nulla da imparare dal prossimo. Non sono grandi vacanzieri e non sono abituati ai privilegi che noi diamo per scontati. 

Vivendo in un mondo ormai così globalizzato e interconnesso, non possiamo più permetterci di non guardare chi è il nostro vicino, come vive e come si comporta, pertanto dobbiamo osservare, conoscere e prendere ispirazione da tutto ciò che di buono la cultura cinese ha da offrire.

Take away: la determinazione e il desiderio di migliorare sono degli stimoli molto forti e potenti che non si possono sottovalutare, ma anzi ammirare. In Cina abbiamo trovato lo spirito e la voglia giusta di chi vuole arrivare.

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Qual è l’approccio del governo ai finanziamenti all’innovazione?

“Le regioni cinesi sono in competizione tra di loro sulla base di obiettivi del governo centrale per raggiungere KPI predefiniti. Vista da fuori sembra una competizione e uno stress positivo, supportato dal governo. I governi centrali e locali stimolano con ingenti finanziamenti e servizi per mitigare i rischi di aprire attività imprenditoriali (centinaia di migliaia di euro di finanziamenti). Sono alla ricerca di talenti e know-how e investono molto in infrastrutture e centri innovativi affinché diventino i nuovi poli tecnologici di domani.

Take away: senza entrare nell’analisi degli aspetti positivi e delle storture dell’economia socialista di mercato, la Cina gioca di squadra, in maniera strategica, stimolando la competitività interna e con l’obiettivo ben chiaro di voler diventare una potenza economica. Ed ha molte carte ben piazzate in una partita che determinerà i futuri leader economici e politici.

Foto Cina 8

 

In conclusione, la Cina e il governo cinese hanno un grande focus sull'innovazione tecnologica e manifatturiera e stanno recuperando in fretta i gap che li hanno caratterizzati in passato. Hanno al contempo quel livello di umiltà intellettuale che consente di avere un'apertura mentale e un desiderio di assorbire propri di chi davvero vuole crescere e cresce.

La manifattura italiana ha delle capacità, di prodotto e servizio, uniche e difficilmente replicabili. Dobbiamo continuare a investire nelle nostre forze, continuare a crescere e migliorare per mantenere il ruolo di leadership che ha caratterizzato in passato e che può portarci a vincere anche il domani.”

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